Riportiamo una porzione dell’articolo di Augusto Gentilli del 21/06/2019 pubblicato sul sito worldwinepassion.it

Creare è dare una forma al proprio destino (Albert Camus)

Il nebbiolo è – e a tal riguardo credo che non possano esservi dubbi – un vitigno capace di dar vita a grandissimi vini rossi la cui fama ha contribuito a far grande l’Italia enoica. Negli anni, alle celebri Denominazioni piemontesi e lombarde, che trovano in questa nobile varietà la loro anima, si è affiancato un buon numero di etichette di Metodo Classico sempre ottenute da questa grande uva a bacca nera e nate dalla voglia di sperimentare nonché dalla consapevolezza che l’ottima acidità propria di questo vitigno avrebbe potuto contribuire a dar vita a prodotti di notevole qualità.

Inoltre, è sicuramente affascinante pensare che la stessa uva e la stessa terra che sono capaci di regalarci grandi rossi siano in grado di dar origine a spumanti di elevata qualità.

Il Nebbione: nebbiolo, intuizione e qualità

Come fare per valorizzare al massimo il dualismo “rosso importante – Metodo Classico importante” collegando quanto più possibile le due tipologie di prodotto e, nel contempo, esaltando le qualità di entrambi mettendone in risalto il legame con le vigne di origine?

Un’eccellente risposta a questa domanda viene dall’Associazione Nebbione che dal 2010 unisce alcuni produttori di Langa, Valle d’Aosta e Alto Piemonte impegnati nella valorizzazione dell’uva nebbiolo tramite la produzione sia di grandi rossi sia di spumanti Metodo Classico di elevata qualità.

Il progetto Nebbione

L’idea è semplice ma nel contempo non banale: vinificare separatamente la punta del grappolo di nebbiolo – con maggior acidità e in tal senso adatta alla spumantizzazione – dal resto del grappolo dato che, soprattutto le ali dei grappoli, sono particolarmente ricche di polifenoli e, quindi, vocate per la realizzazione di rossi da invecchiamento.

Il progetto, figlio dell’ingegno e della competenza del noto enologo Sergio Molino, inizia a trovare una sua concretezza a partire dal 2004 ma è con la vendemmia 2010 che nascono effettivamente le prime 15.000 bottiglie dopo alcuni anni di prove e di attenta messa a punto dei protocolli di vigna e di cantina.

Sergio Molino

Sergio Molino

Attualmente, l’Associazione, che conta otto associati, produce circa 25.000 bottiglie di Metodo Classico, che rispondono a un semplice quanto stringente disciplinare interno: soltanto le punte dei grappoli, soltanto nebbiolo ottenuto da vigne vocate alla produzione di un rosso importante, oltre 40 mesi sui lieviti (la massima qualità sembra aversi dopo una permanenza sui lieviti di 50 – 60 mesi), dosaggio zero e, ovviamente, Metodo Classico; inoltre, la resa in vino delle punte si attesta intorno al 35%. Il Nebbione viene prodotto sia bianco sia rosato; la seconda fermentazione è ottenuta da tutti i soci tramite un ceppo di lieviti selezionato a Épernay e facente parte della collezione del Prof. Castelli.

La degustazione, ovvero la duplice anima del nebbiolo

Degustazione ad Arona

Lo scorso 27 maggio ad Arona (NO), presso il ristorante Giardino, l’Associazione Nebbione ha organizzato un’interessante degustazione nel corso della quale sono state assaggiate sei etichette di Nebbione affiancate dai rispettivi rossi al fine di mostrare non solo le caratteristiche dei loro Metodo Classico ma di renderle confrontabili con i rispettivi rossi che rappresentano i prodotti di punta delle singole aziende per quanto riguarda le loro rispettive Denominazioni. L’evento, che ha goduto della presenza e delle spiegazioni di Sergio Molino, ha trovato ulteriori spunti di interesse negli assaggi di alcune anteprime di Nebbione Metodo Classico sboccate per l’occasione.

Travaglini

Le uve nebbiolo utilizzate per la produzione dei due prossimi vini provengono da vigneti siti su suoli rocciosi con abbondante presenza di porfido e granito e ricchi di sali di ferro; tali vigneti sono siti a quote comprese fra i 320 e i 420m s.l.m. e godono di un’esposizione compresa fra sud e sud-ovest.

Nebolé – V.S.Q. Metodo Classico – 2011

Nebolé Travaglini

Di color paglierino brillante impreziosito da una finissima effervescenza, il Nebolé 2011, affinato sui lieviti per 72 mesi e lasciato riposare un altro anno dopo la sboccatura, apre al naso con eleganti note di albicocca e mela Golden croccanti affiancate da sfumature di calvados; sentori di fiori e miele di tiglio ne completano il panorama olfattivo.

Il sorso, teso e vivido, è sorretto dalla lineare freschezza e dalla spiccata sapidità che si rivelano perfettamente integrate nella pienezza del corpo e nell’ottima morbidezza; il perlage setoso e avvolgente arricchisce la beva di un ulteriore motivo di interesse; assai lunga la persistenza.

Gattinara Docg Riserva – 2011

Questa riserva è stata vinificata interamente in acciaio e, in seguito, affinata in botti grandi di rovere tranne una piccola percentuale affinata in legni più piccoli; prima della commercializzazione ha riposato per almeno otto mesi in bottiglia.

Il bel color granato ci introduce a un bouquet ampio, fine e intensamente fruttato nel quale spiccano, inizialmente, le note di confettura di piccoli frutti rossi alle quali, dopo una lieve rotazione, si affiancano le sensazioni floreali della violetta appassita; un gradevole sentore ematico, i profumi agrumati del chinotto e una verticale vena balsamica ne completano il complesso quadro olfattivo unitamente a una sfumatura boisé a ricordarci il sapiente uso del legno.

L’ottimo corpo e la spiccata morbidezza trovano nerbo, sostegno ed equilibrio nei tannini fitti e dolci. Vino di spiccata armonia, avvolgente e complesso, chiude molto lungo con un elegante fin di bocca.